QUALCHE NOTIZIA E PICCOLO DIZIONARIO

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Imazighen

Uomini liberi 

I berberi, gli abitanti del Nordafrica, popolano questo territorio fin dall’antichità e sono il ceppo etnico originario

del Marocco attuale. La parola “berberi” proviene da “barbari”, e fu utilizzata dai popoli invasori. Il nome

con cui essi stessi preferiscono chiamarsi è quello di “imazighen”, che vuol dire “uomini liberi” (al singolare

“amazigh”).

Lingua “tamazigh”: i berberi hanno lasciato una traccia linguistica forte, ancora oggi maggioritaria. In Marocco tutti conoscono l’arabo, ma più della metà dei marocchini conosce e parla un dialetto di origine berbera.

Anche se la cultura berbera è rimasta per secoli prevalentemente orale, una ricca letteratura risalente anche a tre o quattro secoli fa è ancora conservata e tramandata. E molti autori di romanzi, poesie, film, teatro, canzoni producono oggi opere in lingua “tamazigh”.

Popolazione nomade e battagliera, mistica e misteriosa, i berberi seppero trattare con tutti rimanendo però

sé stessi: questo popolo, che nella sua lunga storia non ha mai effettuato guerre di conquista ma ha solo subito

(e a volte contrastato efficacemente) la dominazione altrui, ha finito per cedere agli invasori le terre più fertili. Difficili da controllare perché in continuo movimento, i berberi ebbero un rapporto esclusivo con il loro territorio: deserti e montagne furono un rifugio sicuro per i loro accampamenti, così come una barriera invalicabile per i nemici.

L’anima di questo popolo rese più fragili e provvisorie le grandi vittorie del passato, dai fenici ai romani, dagli arabi ai francesi.

Gnawa

Musica e danze 

Gli Gnawa sono un gruppo etnico che discende da antichi schiavi provenienti dall’Africa a sud del Sahara.

La musica che ancora oggi viene utilizzata nelle cerimonie sacre è ripetitiva e ipnotica, e può indurre uno stato di trance; musiche e danze vengono utilizzate anche per curare malattie della psiche o guarire dalle punture degli scorpioni.

Incisioni rupestri

Nel 1954 Jaques Meunier e Charles Alain scoprirono delle incisioni rupestri in prossimità del cimitero di Touz. Alcune di queste incisioni rappresentano bovini e antilopi accompagnate da rappresentazione grafica di esseri umani. Altre rappresentano piccoli carretti, altre ancora scritture libico-berbere (tifinagh).

Ramadan

Il Ramadan (nome che viene dato al nono mese dell’anno lunare islamico) è sicuramente la più importante festività religiosa. Tutti i musulmani devono rispettare il digiuno dall’alba al tramonto. Banche e uffici possono cambiare i loro orari, mentre molti negozi chiudono più presto o possono non aprire; in ogni caso i ristoranti turistici continuano ad offrire i loro servizi.  Durante il Ramadan è bene non mangiare, bere o fumare in pubblico, per una forma di rispetto nei confronti dei musulmani. Dato che l’anno musulmano è di 13 giorni più corto rispetto al calendario gregoriano, il mese del Ramadan è anticipato di 13 giorni ogni anno. Quest’anno il Ramadan comincerà il 21 o 22 agosto.

Piccolo dizionario

Vocaboli trovati nel testo 

-kasbah: casa rurale fortificata del Sud, costruita in fango e terra e abitata da una sola famiglia patriarcale

-ksar (plurale ksour): villaggio fortificato del Marocco presahariano realizzato in fango e terra

lo ksar è un insieme di case, serrate le une contro le altre con stradine a volte coperte per difendersi dal caldo, protette da una cinta muraria  con una sola porta, un tempo sorvegliata.                           

-erg: nel Sahara è una regione dalle immense dune

-hammada: altipiani sassosi del Sahara ricoperti di grossi ciottoli originati dallo sgretolamento delle rocce

-dar: casa

-palmeraie: palmeti