Haroun, Rissani e i suoi Ksour, Erg Chebbi

I dintorni di Haroun 

KSAR HAROUN:  la storia di ksar Haroun cominciò quando alcuni nomadi berberi del deserto, che avevano deciso di stanziarsi in quest’area, costruirono quello che è oggi l’antico ksar. 

Fu al figlio di Moulay Alì ash-Sharif che venne richiesto il permesso per la canalizzazione dell’acqua, che in questa occasione però non diede i risultati sperati.  Solo dopo due anni i berberi si videro costretti a spostarsi, e decisero di costruire l’odierno ksar Haroun. Riuscirono a canalizzare l’acqua e la vita cominciò così in questo ksar  fondato da 3 famiglie, di cui una la famiglia Ouaabi, la famiglia da cui discende Alì. 

Lo ksar era circondato da mura, che la sera venivano chiuse, e vi si accedeva da un porta. All’ingresso dello ksar la piazza che veniva utilizzata per le feste, e affacciata su questa, la moschea; si accedeva poi ad un’altra area, utilizzata per ospitare le riunioni dei membri della comunità. Lo ksar si componeva di tre strade, una per ogni famiglia, ognuna delle quali conteneva cinque abitazioni.

Lo ksar di oggi resta quello di un tempo, anche se si è ampliato. Le mura non lo contengono più, le strade si sono allungate e le abitazioni aumentate. L’architettura è rimasta però invariata, e le abitazioni sono  costruite come un tempo. La canalizzazione dell’acqua ha consentito lo sviluppo di quelli che sono oggi i giardini di Haroun, con le palme, gli orti e le coltivazioni.

   

RISSANI: Rissani, l’antica Sijilmassa, ha il cuore nel suo mercato, che si svolge martedì, giovedì e domenica. Il mercato di Rissani è il fulcro dei commerci di tutta l’area, il luogo dove anche i nomadi della zona vanno a rifornirsi.

Molto diverso dai souk a cui ci hanno abituato le zone più turistiche, vi si trova dalla frutta alle spezie, dai prodotti per il corpo tipici della zona a qualsiasi genere di manufatto artigianale, e vi si possono realizzare compere a buon prezzo.

Interessante il giro nella palmeraie di Rissani, non solo per la bellezza di questi luoghi, ma anche per il loro interesse storico e culturale. Ci sono pochi monumenti o musei che possano mostrare questo patrimonio culturale: ma il museo è ovunque e le case, gli ksour, i vestiti e le usanze sono intrisi della storia di questi luoghi.

Le abitazioni di Rissani sono metà arabe, metà berbere e gli abitanti convivono in questa realtà. A differenza di Rissani, gli ksour che vi sorgono intorno sono abitati prevalentemente da arabi. Solo due degli ksour di Rissani sono berberi: ksar Haroun e ksar Mezgeda. Noterete allora la differenza per esempio tra i vestiti delle donne arabe (che sono  vestite di nero e con il volto coperto) e quelli delle donne berbere (che usano vestiti colorati e tengono il viso scoperto).

KSOUR: appena fuori dalla città si trova il mausoleo di Moulay Alì ash-Sharif, fondatore della dinastia alawita

che regna ancora sul Marocco. Nelle vicinanze si trovano i ruderi dello ksar Aber, del XIX secolo, mentre dopo

due chilometri si giunge allo Ksar Oulad Abdelhalim, costruito intorno al 1900 e caratterizzato da splendide decorazioni. Poco prima di Rissani si incontrano i resti di Sijilmassa, antica capitale del Tafilalt, che già nel VII secolo svolgeva un ruolo importantissimo sulle vie commerciali trans-sahariane. Questi resti, uniche rovine antiche, con il tempo stanno tornando ad essere la terra da cui ha avuto origine questa città: ma la vera Sijilmassa, la sua grandezza leggendaria, è negli abitanti di questi luoghi e in tutto ciò che si tramandano di generazione in generazione.

ERG CHEBBI: In prossimità del villaggio di Merzouga,  una serie di superbe dune di sabbia dell'Erg Chebbi dagli incredibili colori, che vanno dal rosa all'oro al rosso, domina un lago che durante i mesi invernali attira centinaia di fenicotteri rosa. Alte fino a 150 m, queste dune sono le più larghe del Marocco.

Lo spettacolo delle dune è assolutamente affascinante e merita un'escursione in ogni stagione e in ogni momento della giornata, per ammirare gli effetti suggestivi creati dalla luce.

Le dune di Erg ChebbiLa porta di Haroun